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Visualizzazione dei post con l'etichetta Cucina tradizionale
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LA PASTA  ISTRUZIONI PER L'USO La pasta è l’alimento principe della tavola degli italiani, ma oltre metà della produzione nazionale finisce nelle cucine di tutto il mondo. Gli italiani ne mangiano circa 25Kg a persona ogni anno; non è stata inventata in Italia o in Cina ma è un’antica tradizione araba; i noodles cinesi non sono come gli spaghetti, perché il noodle cinese si fa con farina di grano tenero o riso. Per fare la pasta si usa solo grano duro, c’è una legge del 1967 che obbliga i pastai a rispettare parametri precisi su umidità, proteine e acidità che determinano l’alta qualità del prodotto. Il grano usato oggi è frutto di un processo di miglioramento genetico, senza Ogm, con cui sono state ottenute varietà diverse, più resistenti e più produttive, con più proteine e con un glutine di miglior qualità. Dalla cucina di casa; mettere il sale quando l’acqua bolle, prima di buttare la pasta; per 100g di pasta occorre minimo 1 litro d'acqua e 6/7g di sale; mescolare la pasta...
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DOLCI DI NATALE -  I CLASSICI ITALIANI I dolci natalizi sono dolci tradizionalmente associati alla festività del Natale. In Europa e nelle Americhe è consuetudine preparare particolari dolci in occasione del periodo natalizio. In Italia esiste una vasta gamma di preparati casalinghi, artigianali e industriali, con una varietà regionale, provinciale e perfino comunale; inoltre, lo stesso dolce cambia il nome a secondo del luogo. VALLE D’AOSTA, il Flantze, pane dolce e burroso pensato per le vacanze natalizie, il tipico Monte Bianco, è uno dei dolci più celebri della tradizione valdostana a base di purea di castagne, cacao o cioccolato fondente e ricoperto da ciuffi di panna montata. Il Mecoulin è il pandolce di Cogne, le sue origini risalgono al Medioevo, è una pagnotta dolce che ha un impasto lievitato simile a quello del pandolce ligure e contiene uvette aromatizzate al rum In PIEMONTE è usanza preparare il Tronchetto di Natale, un trionfo di cioccolato, panna, brandy e marroni, s...
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  Primi con Pesce RICETTE   STORIE E CALORIE (da me interpretate e mangiate) LINGUINE CON  TONNO E ZUCCA Questo formato di pasta è nato a Genova, agli inizi del Settecento, notoriamente sono abbinate al pesto, sono associate a sughi di pesce, linguine all'astice o allo scoglio, ai frutti di mare, agli scampi, alle vongole con pesto o più semplicemente al limone.Le linguine sono un tipo di pasta lunga di semola di grano duro; la lunghezza è la stessa degli spaghetti, ma anziché avere sezione rotonda, l'hanno piatta (sezione ovoidale), appartengono alla stessa famiglia delle bavette (sezione rettangolare) e delle trenette (sezione quadra); è un tipo di pasta che trova la sua origine a Genova. RICETTA  la mia versione fatta e mangiata  INGREDIENTI per 1 persona: pasta di semola secca108g. linguine = Kcal 340; zucca 110g. = Kcal 50; tonno fresco o surgelato 100g = Kcal 72; olio EVO 9g. = Kcal 81; vino bianco 60g.; 1 scologno, aglio 2 denti, peperoncino, prezzemolo ...
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14 RICETTE    (le mie interpretazioni) STORIE - CALORIE (Kcal) LE CASERECCE - FUNGHI PORCINI E SALSICCIA Il nome evoca l'origine casereccia, un'interpretazione della “pasta busiata” d'origine araba ottenuta con il “bus”, sottile canna con cui un tempo si avvolgevano i pezzetti d'impasto, formato originario della Sicilia, ma caratteristico anche di altre regioni del Centro-Sud  Il formato è particolare, strisce di pasta arrotolate su se stesse a formare delle sorte di pergamene; fondamentale è la curva che alla punta conferisce la particolare forma a grondaia, questa consente al condimento di attaccarsi alla pasta e farla diventare così speciale; il nome deriva dal fatto di essere una pasta fatta in casa. Ricetta caserecce funghi e salsiccia,  INGREDIENTI:   pasta secca di semola100g = Kcal 314; Funghi porcini 100g = Kcal 26, (secchi 10g= Kcal 26,6); Salsiccia 70g = Kcal 226; Olio EVO 5g =  Kcal 45; passata di pomodoro (facoltativo) 50g = Kcal 14; Aglio 2 sp...
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Cucina storica EMILIANO E ROMAGNOLA L’Emilia Romagna è composta da due regioni confinanti che hanno avuto storie diverse fra loro. Nel 1860 l'Emilia comprendente le città di Modena, Reggio, Parma e Piacenza fu annessa al Regno d'Italia. I confini amministrativi della regione vennero ampliati tanto da comprendere le città di Bologna, Ferrara e l’intera Romagna. Le due zone hanno avuto destini e culture assai diverse, tanto da caratterizzarne anche l'arte della cucina. La gastronomia emiliana è opulenta, solida, saporita e condita, è dalla tradizione cinque-seicentesca che ha ereditato questi caratteri, per i quali tutt'oggi Bologna viene chiamata "la grassa". Nella complessa storia della regione la vita delle corti ha certo avuto molta influenza, lo dimostra la ricchezza delle ricette, a partire da M° Martino per proseguire con Messisbugo e Vincenzo Tanara; l'Artusi che nel suo “La scienza in cucina…” afferma: «Quando incontrate la cucina emiliana, fate una...
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"PESTO" ITALIANO ALCUNE VARIETA' E RICETTE Il pesto è un’incarnazione di quello che la cucina italiana rappresenta: l’uso di ingredienti di alta qualità, una forte connessione con il territorio e la semplicità che permette ai sapori di brillare. Ma per comprenderne appieno il sapore e l’essenza, è importante esplorare le sue radici partendo dal PESTO ALLA GENOVESE . Originario della Liguria, il pesto è strettamente legato alla città di Genova. Il nome ‘pesto’ deriva dal verbo italiano ‘pestare’, che significa schiacciare o macinare. Questo riflette la tecnica tradizionale di preparazione del pesto, che prevede l’uso di un mortaio e di un pestello per schiacciare gli ingredienti freschi fino a ottenere una consistenza liscia. La ricetta tradizionale del pesto genovese comprende basilico genovese DOP (Denominazione di Origine Protetta), olio extravergine d’oliva, pinoli, aglio, sale grosso e due tipi di formaggio: parmigiano reggiano e pecorino sardo. Il basilico genovese, ...
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STORIA E TRADIZIONI  DELLA CUCINA VENETA L'alimentazione del Veneto è dominata da quattro elementi: riso, polenta, fagioli e baccalà, ai quali possiamo aggiungere le patate e gli ortaggi. Il riso arrivò dal mondo arabo in seguito ai commerci, e dalla prima metà del ‘500; con la scoperta dell’America si conobbero la farina di mais e i fagioli; dal Nord, lungo le rotte del Baltico, giunse il baccalà o stoccafisso, l’alimento “unificatore" della cucina veneta. Attorno a questa base troviamo un ricco assortimento di salumi, formaggi e prodotti dell'orto, primi fra tutti radicchio e cipolle, tanto è vero che molte preparazioni con la cipolla si dicono “alla veneziana”; superata dalla polenta e dagli gnocchi, la pasta veneta si identifica con i “bigoli”; nelle ricette delle sette province, si nota la presenza del pepe, della cannella, dei chiodi di garofano e dell'uvetta di Corinto. Fu nel Cinquecento, che sulle tavole dei signori arrivarono le carni dei grandi volatili, tip...