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LE DIETE
CAMMINARE, migliora la circolazione sanguigna e l'ossigenazione di organi e tessuti; stimola positivamente il sistema nervoso; allevia le tensioni e l'ansia generate da accumulo di stress, soprattutto se viene svolta all'aria aperta, nella natura e durante le ore di luce
La camminata è, tra le attività più immediata, che quasi tutti possono fare ogni giorno senza difficoltà, camminare con regolarità è utile sia in termini di prevenzione primaria sia di prevenzione secondaria, sia per le malattie dell’apparato cardiocircolatorio, sia per le patologie che possono svilupparsi come conseguenza di uno stile di vita poco sano, che comprende una dieta ricca di grassi saturi, il vizio del fumo e l’assenza di attività sportiva.
La prevenzione primaria, è quella che si effettua per evitare di incorrere in patologie i cui sintomi non si sono ancora manifestati; la prevenzione secondaria è invece quella messa in atto da chi è già stato interessato da una determinata malattia, per evitare di incorrere in recidive.
La camminata è un’attività che aiuta il potenziamento dei muscoli e la resistenza cardiovascolare, nonché l’elasticità e il rapporto tra tessuto muscolare e grassi.
Camminare è utile per mantenere il benessere della sfera psichica e il tono dell’umore, la camminata ha un effetto “antistress” che migliora la qualità della vita, aiuta a rafforzare autocontrollo e autostima ed è uno stimolo psicologico alla positività; non comporta costi ed è utile per il benessere di tutti gli apparati del nostro corpo, in particolare quello muscolo-scheletrico; per avere dei benefici bisogna camminare almeno 5 giorni a settimana e per 30 minuti al giorno, mantenendo un ritmo regolare e senza pause; scegliere delle scarpe adatte, non praticare allenamenti troppo distanziati e non interrompere per periodi troppo lunghi l’attività.
In ogni caso, prima di intraprendere qualsiasi attività fisica, bisogna sempre discuterne con il medico di medicina generale che, in base alle condizioni cliniche di ciascun paziente, saprà indicare il ritmo e la sostenibilità dell’attività.
BERE ACQUA, una buona idratazione aiuta anche a regolare la funzione intestinale, consente di mantenere i tessuti della pelle più elastici e dà un aspetto più tonico e luminoso. L’acqua è una componente fondamentale della salute del nostro organismo e permette di svolgere numerose attività. Una corretta idratazione, associata a una buona alimentazione, permette di fare molto per mantenersi in salute.
Che l’acqua sia fondamentale per la salute del nostro organismo è cosa nota. L’acqua, lubrifica le articolazioni e i muscoli, previene la secchezza orale, la saliva è composta per il 98% di acqua, svolge un ruolo fondamentale nella deglutizione e lubrificazione della cavità orale, la “bocca secca” causa difficoltà nella deglutizione dei cibi, influisce nella articolazione delle parole e aumenta il rischio di carie.
Bere acqua consente di mantenere i tessuti della pelle più elastici e dà un aspetto più tonico e luminoso; l’acqua è in grado di regolare la temperatura del nostro corpo, se fa troppo caldo, evapora, raffreddando il corpo evitando che si surriscaldi, la disidratazione aumenta l’accumulo di calore e lo stress termico.
L’intestino necessita di acqua, se manca si va incontro a problemi digestivi e stitichezza, è fondamentale per la sudorazione e rimozione di urina, elimina le sostanze di scarto tramite differenti vie; aiuta a respirare meglio, l’acqua permette fluidificare il muco che riveste le vie aeree e i polmoni, in questo modo si respira meglio,
Una quantità insufficiente di acqua può causare calcoli renali e altri problemi, dato che i reni filtrano i liquidi nel corpo. I nutrienti assunti con l’alimentazione vengono scomposti nel sistema digestivo, alcuni sono idrosolubili, quindi l'acqua serve per passare al sangue e al sistema circolatorio, dove, insieme all’ossigeno, vengono distribuiti in tutto il corpo.
È consigliato bere almeno 2 litri di acqua al giorno, per recuperare i liquidi eliminati con le urine, le feci e il sudore, però, il giusto dosaggio di acqua va calcolato in base alle proprie attività quotidiane e al proprio peso; bere a piccoli sorsi, nell’arco della giornata, consente una migliore idratazione e facilita la digestione; è importante fare una specifica, quando parliamo di bere, consideriamo l’acqua, non l’alcol. Bere alcolici, priva il corpo dei liquidi, poiché agisce come un diuretico, essendo un vasodilatatore, provoca più sudorazione.
Acqua di rubinetto o acqua imbottigliata? Questa scelta non è né scontata né facile; in Italia il consumo di acqua in bottiglia è di 222 litri pro capite, ma l’85% dell’acqua erogata dagli acquedotti italiani è considerata di ottima qualità poiché proviene da origini sotterranee.
L’acqua da rubinetto proviene dalla rete idrica locale e viene prelevata da falde acquifere sotterranee o da corsi d’acqua superficiali. Solitamente le società erogatrici, le Asl o le Arpa competenti si occupano di certificare l’utilizzo e la potabilità dell’acqua erogata; viene fornita direttamente in casa ad un costo molto basso, non necessita di trasporti o imballaggi in plastica. I gestori ed autorità effettuano controlli costanti sulla qualità dell’acqua di rubinetto che è regolamentata da normative più stringenti di quelle valide per l’acqua in bottiglia; in molti casi la composizione dell’acqua del rubinetto è migliore dell’acqua in plastica, presenta meno nitrati, solfati e microplastiche.
L’acqua in bottiglia è reperibile in negozi alimentari o supermercati, e ha generalmente un sapore migliore rispetto all’acqua di rubinetto grazie all’assenza di cloro.
Ogni anno in Italia vengono consumate 8 miliardi di bottiglie da 1,5l di acqua, che producono 280.000 tonnellate di rifiuti in plastica, spesso non riciclati correttamente e dispersi in discariche, inceneritori o, nel peggiore dei casi, nell’ambiente; le emissioni di CO2 per la sola produzione di nuove bottiglie in PET non riciclate, in Italia si stimano circa 850.000 ton di CO2 equivalenti.
L’acqua in bottiglia e l’acqua del rubinetto sono regolamentate da normative differenti, e di conseguenza da criteri qualitativi diversi. Per legge, i controlli chimici e batteriologici dell’acqua confezionata specificati in etichetta possono avvenire anche 1 volta ogni 5 anni.
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